Società & Politica

UNA MELANZANA SENZA BUONSENSO

La melanzana, originaria dell’india, venne importata in Medio Oriente e nel Mediterraneo in epoca medioevale.
Non tutti sanno che il nome melanzana, in particolare, veniva popolarmente interpretato anche come mela non sana, proprio perché non è digeribile da cruda.
Probabilmente non lo sapeva il quarantenne di Carmiano, piccolo centro della provincia di Lecce, che nell’estate del 2009, entrato in un campo alla ricerca di qualche ramo spezzato per accendere il camino, non riuscì a resistere alla tentazione di rubarne una.
Zelanti furono i carabinieri, allertati dal proprietario del terreno, che non esitarono a intervenire!
Il caso è approdato in un’aula processuale e il processo – durante il quale il reo è stato assistito da un avvocato con il gratuito patrocinio – ovvero a spese dello Stato – in quanto privo di mezzi di sostentamento – si è concluso solo al termine dei tre gradi di giudizio.
In primo grado l’imputato è stato condannato a cinque mesi di reclusione e 300 euro di multa, ridotti in appello a due mesi e 120 euro di multa.
Il Pubblico Ministero aveva chiesto il massimo della pena prevista per il furto: ovvero sei anni, ma è stato necessario arrivare in appello perché l’avvocato dell’uomo riuscisse a dimostrare che il furto non era stato consumato, facendo passare così il capo d’accusa da “furto” a “tentato furto”.
A porre fine alla vicenda la Corte di Cassazione, che dopo 9 anni di giudizio, ha ribaltato la decisione assolvendo l’uomo oggi 49enne e non risparmiando una bacchettata ai giudici salentini per non aver tenuto in considerazione la “particolare tenuità” dell’episodio.
Il valore della melanzana oggetto del “tentato” furto è stato stimato in circa 20 centesimi.
Il costo, a carico della collettività, per spese legali del difensore, è stato di circa ottomila euro.
A cui si debbono aggiungere il tempo (e quindi altro pubblico denaro) dedicato a questa vicenda da forze dell’ordine, magistrati, cancellieri e personale amministrativo dei vari tribunali.
Il tutto, inutile dirlo, in una terra bellissima ma martoriata da corruzione, mafie, ecomafie e criminalità di ogni tipo.
O se vogliamo, in un Paese dove si scarcerano i mafiosi per decorrenza dei termini di custodia cautelare e i reati si estinguono per prescrizione.
In questo caso – possiamo ben dirlo – la “mela non sana” è stata veramente difficile da digerire per tutti…

Categorie
Società & Politica

Lascia una risposta

*

*