Società & Politica

Rotta balcanica: in arrivo i rinforzi per le forze dell’ordine

Tamaro (Sap) "Forestali e squadre nautiche speciali, ma non dobbiamo abbassare la guardia"

La rotta balcanica ritorna ad impensierire l’Italia, ma per la prima volta dopo mesi arrivano i rinforzi: forestali e protezione civile affiancheranno le forze dell’ordine per controllare i confini con la Slovenia. La notizia, confermata dal governatore del Friuli Venezia Giulia il leghista Massimiliano Fedriga, è stata accolta con soddisfazione dal Sap (sindacato autonomo di polizia) che da mesi si batte a fianco delle forze dell’ordine, spesso abbandonate e a ranghi ridotti. Infatti, se i numeri degli arrivi nel mese di luglio sono in linea con quelli del 2017 e ancora distanti dall’invasione del 2015, a far paura sono i dati degli immigrati arrivati in Bosnia,circa 4000 bloccati al confine con la Croazia, secondo i dati resi noti da Medici senza frontiere, e 10 mila pronti ad entrare in Europa attraverso Austria e Italia. Dati che  hanno spinto la Regione ad investire  nuove risorse per il controllo dei confini. Il governatore legista Fedriga ha raccolto l’invito e le sollecitazioni del sindacato autonomo di polizia e annunciato  l’invio di rinforzi per fronteggiare il problema immigrazione sul confine orientale. “La bella stagione, sicuramente favorevole ai “passaggi” di immigrati clandestini sul nostro territorio confinario così facilmente penetrabile, ha in questi giorni messo a dura prova i pochi operatori di polizia rimasti e preposti a tale compito – racconta Lorenzo Tamaro segretario provinciale Sap – l’arrivo dei rinforzi se da un lato evidenzia che la nostra richiesta è stata ascoltata non ci permette di abbassare la guardia – ammette – perché si rincorrono le voci di una possibile soppressione della sottosezione della polizia di frontiera di Villa Opicina, una ipotesi che respingiamo con determinazione. Certo, non possiamo nascondere la soddisfazione per un altro traguardo raggiunto, ossia la parziale modifica del provvedimento che prevedeva la definitiva chiusura della “Squadra Nautica” di Duino Aurisina. Un provvedimento che di fatto avrebbe dovuto sancire la  definitiva “morte” del reparto per dare seguito ad un  decreto del Capo della Polizia di tanti anni fa. Invece la chiusura, se pur confermata, sarà meno amara in quanto il provvedimento emesso in questi giorni dal Questore di Trieste, prevede che il presidio nautico del Commissariato di Duino Aurisina, in stretto accordo con la squadra nautica di Trieste, assicuri l’attività di prevenzione e controllo del mare. Un accorgimento che terrà conto delle esigenze dei cittadini e degli utenti che vivono ed utilizzano quel territorio litoraneo, dando risalto  alla professionalità e alla specialità della Squadra Nautica, così tristemente “depotenziata” da politiche cieche degli anni scorsi – punta il dito Tamaro – Una logica, quella delle “razionalizzazioni”, che di fatto ha tagliato e purtroppo ancora continua a limitare le risorse destinate alla sicurezza, provocando un vero e proprio arretramento della presenza della Polizia di Stato in ogni sede e presidio”. Una politica dei tagli trasversali e delle soppressioni alla quale il SAP si è opposto da sempre con forza e determinazione sia a livello nazionale che locale. “Soddisfazione quindi per questa “rettifica” che non annulla la chiusura, ma almeno mantiene funzionali le professionalità specifiche degli operatori di polizia che sono stati formati proprio per poter svolgere quel tipo di servizio. “Auspichiamo inoltre che venga accolta la nostra richiesta di locali idonei per la gestione di queste persone e mezzi adeguati e dedicati per il loro trasporto. – conclude Tamaro – chiediamo ancora una volta che venga predisposto un adeguato controllo sanitario al fine di prevenire la trasmissione agli operatori di polizia e alla popolazione, di possibili patologie causate da un così lungo e disagevole viaggio”.

FEDERICA BOSCO

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