Società & Politica

Immigrazione – Rotta Balcanica: triplicato il numero dei migranti irregolari rintracciati

Tamaro (Sap Trieste) "Serve un'attenzione diversa: più risorse, attrezzature adeguate e medici preparati"

I numeri parlano chiaro: rispetto al 2017 i  migranti irregolari rintracciati sono triplicati, mentre i favoreggiatori arrestati sono raddoppiati.  Dal bilancio di fine anno dei vertici del Settore Polizia di Frontiera di Trieste e della IV zona di Polizia di Frontiera del Triveneto è emersa una realtà che il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) da mesi denunciava nell’indifferenza generale. In particolare dal mese di maggio 2018, con un picco tra luglio ed ottobre, la fascia confinaria della provincia di Trieste è stata interessata da un continuo flusso di migranti irregolari che hanno raggiunto l’Italia attraverso la Rotta Balcanica, mentre è duplicato il numero degli indagati in stato di libertà. “E’ evidente che il nostro grido di allarme lanciato nei mesi scorsi era sacrosanto – esordisce Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del Sap Trieste –  Da ciò, la necessità e richiesta di ottenere un maggior numero di uomini da disporre su questo territorio era ed è tutt’ora una priorità per poter contrastare un fenomeno in aumento. La Polizia di Frontiera Terrestre e Marittima di Trieste seppur nelle loro caratteristiche differenti oggi hanno un denominatore comune, quello di un numero di operatori di Polizia al di sotto dell’organico previsto”.

Oggi la Polizia Marittima di Trieste conta 59 operatori a fronte degli 81 previsti, mentre la Polizia di Frontiera Terrestre solamente 100 rispetto ai 120 necessari, “In un’epoca in cui le attività portuali sono aumentate e si auspica aumenteranno ancora di più, – riprende Tamaro –  e sul fronte confine terrestre, come appunto certificato dal numero di rintracci, il fenomeno dell’immigrazione clandestina  è più che triplicato, serve dunque un rinforzo strutturale per riportare gli organici perlomeno ad un numero pari a quello previsto per poter pensare di  fronteggiare le sfide future in maniera adeguata. Non si può pensare di poter svolgere bene le proprie funzioni con una mole di lavoro aumentata e un minore numero di operatori”. Di non secondaria importanza è la questione automezzi che oggi risultano essere obsoleti per l’attività da svolgere come aggiunge lo stesso segretario provinciale del sindacato autonomo di Polizia “Gli automezzi oggi sono vecchi e inadeguati per le strade ed il territorio da perlustrare. – prosegue –  Anche gli uffici attualmente sono inidonei a poter accogliere gruppi piuttosto numerosi di persone che vengono rintracciati in posizione irregolare sul nostro territorio. Servono quindi locali in grado da poter garantire che le operazioni di identificazione e che le pratiche previste per legge vengano svolte in sicurezza da parte degli operatori di polizia e in modo dignitoso per le persone accolte. E’ evidente che l’attuale struttura di Fernetti, non è in grado di poter più soddisfare queste esigenze. Chiediamo inoltre che in caso di rintracci di persone che hanno percorso un viaggio così lungo ed insidioso e che inevitabilmente versano in condizioni igienico-sanitarie spesso precarie, venga previsto del personale medico di supporto per accertare le condizioni di salute”.

FEDERICA BOSCO

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