CRONACHE ELVETICHE

LEGITTIMA IN-DIFESA

L’educazione ricevuta a scuola ed in famiglia ci ha insegnato l’esistenza di valori universali che marcano indissolubilmente la vita sociale dell’essere umano come se fossero un minimo comune denominatore: tra essi, la giustizia.
La vita ci ha altresì insegnato in seguito che la giustizia ha una connotazione tutt’altro che universale che oserei definire mefistofelica: a seconda del Paese in cui sei nato viene applicata, interpretata e fatta rispettare in maniera assai diversa. Eppure gli uomini non sono tutti uguali?
Pensiamo al concetto di legittima difesa. In caso di pericolo per la propria incolumità o quella dei nostri cari, il sentimento comune ispirato dalla educazione ricevuta ci rivela come naturale è universalmente giusto difendersi con qualsiasi mezzo. Magari anche in maniera sproporzionata rispetto all’offerta ricevuta, venendo a mancare la piena lucidità mentale nelle situazioni estreme. L’ordinamento giuridico svizzero rappresenta un “unicum” nel panorama europeo in tal senso: l’art.16 del codice penale recita “chi eccede i limiti della legittima difesa per scusabile eccitazione o sbigottimento non agisce in modo colpevole”; mentre già l’art.15 afferma che “ognuno ha il diritto di respingere in modo adeguato alle circostanze una aggressione ingiusta o la minaccia ingiusta di una aggressione imminente fatta a sé o ad altri”. Pochi articoli, semplici e non interpretabili.
Non solo, la ponderatezza del legislatore svizzero ha recentemente respinto una proposta di legge in base alla quale non sarebbe stata più la vittima di una aggressione a dover dimostrare di aver ecceduto nel suo diritto alla legittima difesa, ma il magistrato inquirente. Detto in altri termini, il Consiglio nazionale ha bocciato una legge american-style giustizia fai da te conosciuta come “Stand your ground” (più o meno da tradursi con “difesa ad oltranza”), che porterebbe inevitabilmente ad un incremento degli incidenti e delle violenze da arma da fuoco: nei Paesi in cui essa è in vigore, chi spara non è tenuto a dimostrare l’effettiva fondatezza del pericolo percepito, gli basterà dichiarare di aver temuto per la propria vita.
Paese che vai, giustizia che trovi.

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