CRONACHE ELVETICHE

Brexit: sarà un questione di costi?

Negli ultimi mesi la mia attività di sviluppatore mi ha condotto in Inghilterra con una certa regolarità,  dove ho incontrando  imprenditori e decision makers che operano nel settore dell’arredo commerciale e residenziale alta gamma. In tali occasioni inevitabilmente ha lambito il tema della Brexit: con mia sorpresa, nessuno ha lamentato un calo del proprio business riconducibile a questo evento. Anzi, tutti quanti ne hanno confermato quasi un consolidamento, molti stranieri hanno infatti approfittato del deprezzamento della sterlina per investire nell’immobiliare a Londra.Sembrerebbe quindi che Brexit non abbia generato conseguenze negative per questi imprenditori, tuttavia nemmeno la Pitonessa di Delfi sarebbe in grado di rispondere sugli effetti nel medio periodo e precisamente da Marzo quando scadranno i termini del negoziato. Gli stessi soggetti di cui sopra non vedono alternative a mantenere rapporti commerciali bilaterali con la UE tal quali a quelli attualmente in vigore: vogliono continuare a far business con gli Stati europei senza intoppi dovuti a dazi doganali e controlli in dogana, indipendentemente da essere dentro o fuori l’Europa.

Del resto è quello che ha fatto sino ad oggi la Svizzera: autonoma con una propria valuta e mai nella UE, nonostante la affermazione (anche con referendum) di posizioni critiche verso i flussi migratori lavorativi e non dall’Europa (imprescindibili quanto vitali per la sua economia), la maggioranza degli imprenditori, le istituzioni e le associazioni industriali lottano ogni giorno per mantenere in vita gli accordi bilaterali con l’Europa consapevoli che ne dipendono completamente; temporeggiando anche con soluzioni demagoghe come, ad esempio, il recente obbligo dei datori di lavoro ticinesi di dare priorità agli indigeni rispetto agli stranieri per la selezione nelle posizioni occupazionali vacanti.

Alla fine, azzardo una previsione, sarà una questione di costi: quanto sarà disposta a pagare l’Inghilterra  (che si è automaticamente posizionata sul lato debole della trattativa avendo essa stessa deciso di uscire dalla UE ) per mantenere gli attuali accordi commerciali?

Il costo per la Svizzera è stata la eliminazione del segreto bancario dopo oltre 400 anni di storia. Non mi sorprenderebbe se i conti (quelli veri, non la ipotetica tassa da pagare alla UE) i Tories li avessero già fatti,magari facendo affidamento sul supporto dei cugini americani (Trump non era ancor Presidente il giorno del Brexit referendum) o su qualche accordo bilaterale forte con i Paesi emergenti, ad esempio la Cina; sfruttando al meglio la libertà dai lazzi dell’Unione europea. Alla faccia di Juncker e degli euro integralisti (se ancora ce ne fossero).

Alessandro Pagliai

Categorie
CRONACHE ELVETICHESocietà & Politica

Lascia una risposta

*

*