(IN)SANE ABITUDINI

VIVERE CON LA CURCUMA

Una scelta che negli ultimi tempi risulta sempre più frequente, riguarda proprio coloro che desiderano avere un’alimentazione al passo con i tempi. Questa consiste nell’uso di alimenti che secondo gli esperti, ma anche i media, hanno proprietà benefiche di diverso genere.
Nel discorso “dieta fai da te” rientrano spesso queste categorie di alimenti, che secondo la normativa attuale, hanno oppure non hanno delle approvate indicazioni nutrizionali e di salute, definite (CLAIMS). Le cui regole, sono stabilite nel regolamento (CE) n. 1924/2006 del Parlamento Europeo e del consiglio del 20 dicembre 2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari.
Ma ora parliamo nello specifico di un estratto, ormai diventato famoso. La curcumina, ottenuta dal rizoma, della pianta erbacea, Curcuma Longa originaria dell’Asia.
Si tratta di uno degli estratti più studiati e ha origini antiche, se si considera il suo utilizzo nel subcontinente indiano, nella medicina alternativa. L’isolamento della sostanza è avvenuto nel 1915 ad opera del chimico e farmacista Pierre Joseph Pelletier. I suoi utilizzi moderni più comuni, sono come ingrediente nei supplementi dietetici, in cosmetica, come spezia e additivo colorante.
Tralasciando il suo utilizzo classico, bisogna porsi una domanda: come mai ultimamente se ne parla tanto?
Secondo un report scientifico, pubblicato nel 2016 su Nature, questo principio attivo, è stato associato tradizionalmente da centinaia di anni, all’effetto antiossidante, anti-infiammatorio, antiartritico e antibatterico. Addirittura, ci sono delle correlazioni con i suoi possibili effetti sul DNA, che quindi apre una serie di studi sull’ambito che riguarda le malattie tumorali.
Sempre secondo questo report e il Panel del 2017 dell’European Food Safety Authority (EFSA), volto a valutarne l’heath claim, ci sono degli aspetti da tenere in considerazione:
In primo luogo, è stato provato che ha una limitatissima biodisponibilità. Si parla di dosi orali anche elevate, che però secondo alcuni studi non hanno consentito di ritrovare, sia a distanza di ore da una singola somministrazione, che giornalmente, i metaboliti derivanti nel plasma e nelle urine. Questo significa che è difficile stabilire se effettivamente questo estratto ha davvero effetti biologici evidenti. Oltre a questo, è stato anche ipotizzato che vista la poca stabilità dell’estratto, possano essere anche altri composti, che però non sono necessariamente curcuminoidi, ad avere gli effetti menzionati, appunto ottenuti dopo la sua degradazione.
In secondo luogo, è bene considerare che nella curcuma, da cui si estrae la curcumina, ci sono molti altri composti, che possono avere effetti più o meno evidenti nel nostro organismo. Infatti si parla di, diverse tipologie di curcumina, di oli volatili, zuccheri, proteine e resine. La curcumina commerciale, contiene l’82% di diferuloilmetano (curcumina), il 15% di demetossicurcumina (curcumina II) e il 3% di bismetossicurcumina (curcumina III). Ma i suoi utilizzi in passato da cui si ottengono le informazioni, come anche le diverse pubblicazioni, possono non tenere sempre conto, di tutte le variabili, come altri composti non ancora identificati, capaci di viziare i test. Ovviamente gli studi scientifici hanno una loro metodologia standard che mira a limitare il più possibile ogni falso positivo, per dare una corretta spiegazione dei meccanismi biologici che avvengono a livello sistemico, che purtroppo ancora non sono stati compresi completamente.
Quindi, come tradurre queste informazioni a scopo pratico?
Bisogna accettare semplicemente la realtà dei fatti. Parliamo infatti di una spezia “la curcuma” della famiglia dello zenzero, da sempre utilizzata, che contiene il circa il 3-5% di curcuminoidi. Nella sua complessità, come molte spezie ha un effetto antiossidante dovuto ai polifenoli, come moltissime altre sostanze ottenibili dai più classici alimenti. Quindi non c’è ragione ad oggi, di collegare per forza questo alimento, a un’azione farmacologica specifica. Piuttosto, è da considerare come una componente importante della dieta, che contribuisce assieme a moltissimi altri alimenti e a composti bioattivi, all’equilibrio del nostro organismo, che va immaginato come un sistema chiuso che non utilizza mai le sostanze così come le assumiamo ma le modifica opportunamente e soprattutto le degrada cercando di renderle innocue.

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