(IN)SANE ABITUDINI

FOTOGRAFARE IL CORPO

Tra un posturologo e un fotografo non ci sono, a pensarci bene, differenze. Entrambi osservano il soggetto per coglierne, attraverso l’osservazione, gli atteggiamenti, le posture, l’essenza. Per chi si occupa di postura questo concetto è traducibile nella comprensione degli atteggiamenti personali assunti dalla persona presa in esame; non sono altro che i rapporti stabiliti tra i vari segmenti corporei, sottoposti alle forze generate dai muscoli e dal sistema fasciale e comparati con una postura di riferimento, definita dal metodo Kendall come ideale. La valutazione dell’atteggiamento posturale produce una analisi deduttiva che permette di:
– Precisare le differenze tra stato normale e patologico
– Suggerire miglioramenti o compensi
– Permettere al tecnico e/o al terapista di indicare un gesto motorio, la preferenza di un attrezzo o la soluzione terapeutica più consona alla soluzione dello squilibrio. Il risultato di questa verifica è molto importante: immaginare nuove posizioni o gesti ha grande valenza preventiva così da evitare futuri stati patologici. Siamo una realtà corporea estremamente dinamica, tant’è che non manteniamo la stessa posizione neanche durante il sonno! Qualsiasi posizione decidiamo di assumere deve essere soddisfatta la condizione necessaria per mantenere l’equilibrio, risparmiando energia, stando comodi e soprattutto evitando di provare dolore. Per ottenere tutto questo la somma delle forze che agiscono su tutte le articolazioni deve risultare 0. Il nostro corpo agisce come un pendolo rovesciato, che resta in equilibrio (dinamico) attraverso una successione a salire partendo dall’appoggio plantare di equilibri settoriali ed instabili controllati dalla muscolatura tonica, cioè quella che ci tiene in stazione eretta. In pratica l’osservazione posturale parte dall’appoggio al suolo per ricercare gli squilibri articolari e muscolari per arrivare alla causa delle tensioni, delle algie e degli squilibri della persona. Diventa importante, per chi lavora nel settore dell’allenamento muscolare e della riabilitazione conoscere questi principi; il mercato è saturo di proposte motorie che non sempre sono correlabili alla bontà delle necessarie premesse kinesiologiche. Si rende indispensabile una valutazione competente e oggettiva degli esercizi e dei protocolli di allenamento proposti, per non fare insorgere uno squilibrio posturale semplicemente allenando troppo determinati muscoli. La valutazione posturale quando viene eseguita con accuratezza si rivela il momento fondamentale per recuperare, con le tecniche scelte dal terapista o dal personal trainer, il riequilibrio muscolo-fasciale e quindi la soddisfazione dei semplici principi di statica descritti precedentemente.

Davide Fogliadini: Personal trainer Massofisioterapista Posturologo

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