Female buttocks before and after treatment. Plastic surgery concept.
(IN)SANE ABITUDINI

CONTRO LA CELLULITE

La nozione di cellulite fu definita per la prima volta nel 1922 da Alquier e Paviot. Da un punto di vista medico, si tratta di alterazioni fibrose ed edematose dello strato sottocutaneo, con l’aggravamento relativo ai disturbi del microcircolo, che possono causare anche la degenerazione del tessuto connettivo.
La cellulite è molto difficile da definire, perché i quadri clinici, sono spesso molto soggettivi. In alcuni casi si ha dolore alla palpazione, nelle zone dove si presentano i noduli, mentre in altri casi è asintomatica. Gli squilibri ormonali sono considerati la causa cruciale della cellulite, in particolare una concentrazione alterata di estrogeni, classica dei periodi di gravidanza, maturazione, menopausa, così come durante l’assunzione del contraccettivo ormonale sistemico o nel corso di terapie ormonali sostitutive.
Queste modificazioni ormonali, si pensa che possano, influenzando la lipogenesi e la lipolisi delle cellule adipose, provocare la cellulite. In realtà la lipolisi (l’utilizzo dei lipidi nelle cellule), processo che andrebbe attivato ragionando in termini di terapia locale, è influenzato da diversi ormoni e neurotrasmettitori, tra i quali, adrenalina, noradrenalina, estradiolo, testosterone, l’ormone adrenocorticotropo (ACTH), l’ormone della crescita (GH), la tireotropina (TSH, ormone stimolante della tiroide), leptina, l’ormone antidiuretico e glucagone. Anche l’insulina ha il suo ruolo, perché sopprime la lipolisi e stimola la cattura e la sintesi dei lipidi.
Non è una novità leggere di tutti questi ormoni (molecole segnale indispensabili), quando si parla di modificazioni dei tessuti corporei. Infatti, si tratta di processi finemente regolati, come tutti i processi che avvengono nell’organismo, che devono essere in equilibrio, con lo scopo di renderci adattabili alle alterazioni esterne.
Ma, andiamo nel vivo della questione, ponendoci una semplice domanda: perché nelle donne, la produzione del tessuto adiposo, appare essere indipendente dalla quantità di cibo consumato?
La risposta va indagata, ragionando sul ruolo che hanno gli estrogeni, su tutti gli ormoni precedentemente descritti. Infatti sono proprio gli estrogeni che attivano l’azione dei recettori adrenergici del tipo alfa che supportano l’accumulo di tessuto adiposo in determinate regioni del corpo, come le cosce, fianchi e bacino. Questo può anche influenzare la permeabilità dei vasi sanguigni, da cui può derivare la sintomatologia, anche dolorosa in alcuni casi, dovuta all’accumulo di liquidi e infiammazione.
Questo significa che, abbiamo a che fare con una condizione dove già di norma si ha l’accumulo di lipidi in determinate regioni del corpo, classiche dell’individuo femminile, ma dove in molti casi, si ha anche a che fare con una distribuzione a noduli, zone dove evidentemente il tessuto non viene irrorato adeguatamente e di zone che risultano interessante da accumulo di liquidi.
La domanda più comune è quindi: quali sono le soluzioni per contrastare questo fastidioso, antiestetico e anche doloroso problema?
Purtroppo non c’è esplicitamente alcun metodo efficace per sbarazzarsi della cellulite. I preparati che dovrebbero eliminarla, hanno un’efficacia limitata. Il motivo, che potenzialmente può far risparmiare parecchi euro a chi legge queste righe, è che tutti i prodotti che sono cosmetici, quindi che non superano il derma, rimanendo a livello della cuticola superficiale, non possono raggiungere i tessuti interessati dalla cellulite. Infatti solamente i prodotti contenenti, acceleratori di passaggio percutaneo, come ad esempio l’etanolo, possono facilitare il trasporto dei principi attivi che influenzano il metabolismo del tessuto adiposo.
Parlando dell’attività fisica, c’è un altro problema. La cellulite interessa sia donne normopeso, che sovrappeso, che obese. Sembra infatti non dipendere dall’attività motoria. Ciò tende a confermare l’ipotesi che sia esclusivamente influenzata da un disequilibrio ormonale. È da sottolineare però che le donne affette da sovrappeso e obesità, con un tessuto adiposo elevato, producono più mediatori infiammatori, che possono far peggiorare questa condizione.
Contrariamente, il massaggio continuo, provocando una pressione costante, senza traumi sugli adipociti, tende a mantenere una certa uniformità del tessuto. Questo se pur un metodo che non da una risoluzione definitiva, è poco invasivo e utile dal punto di vista psicologico, se associato con tecniche di rilassamento. Ricordiamo che lo stress è fortemente correlato con l’aumento dell’infiammazione di basso grado, proprio come se fosse una difesa contro tutte le perturbazioni esterne. Purtroppo, l’infiammazione di basso livello o inflammaging (termine recente che tratta l’infiammazione nell’invecchiamento), aggrava tutte le condizioni patologiche e la cellulite non fa differenza.
Se ragioniamo sull’infiammazione, sappiamo anche che l’alimentazione interessa molto questo aspetto. Quindi vista la difficoltà a trovare una risoluzione a lungo termine, si deve agire su ciò che interessa più frequentemente la giornata. Questo fattore è proprio il cibo. In particolare, l’idratazione corporea ha un forte effetto sulla produzione ormonale. Dopotutto, se non si beve abbastanza, e si consumano cibi troppo densi energicamente, quindi poveri di acqua, l’organismo tende a trattenere più liquidi, per assicurare l’idratazione dei tessuti. Mentre se si beve abbastanza, sui due litri al giorno, accade l’opposto. Questo è un processo che è finemente regolato dagli ormoni, e bere poco significa alterare l’equilibrio ormonale, che cerca di adattare l’organismo in vista della mancanza di acqua. Se pur solo una parte del problema riguarda l’accumulo di liquidi, risulta funzionale stimolare la diuresi, sia per l’effetto relativo al gonfiore, che per la purificazione dell’organismo, che per la precisione ci libera dalle sostanze nocive, capaci di incentivare l’infiammazione.
In conclusione, si continua a parlare di stile di vita poco attivo, alimentazione scorretta e stress psicologico. Utopicamente, rasentare la perfezione, significherebbe non costringere l’organismo ad adattarsi, così da evitare di modificare, lo stato degli adipociti sottocutanei che possono accumularsi e distribuirsi in modo patologico. Quello che si può fare è avvicinarsi a un regime dietetico, che se pur non riesce a risolvere del tutto la problematica estetica, sicuramente migliora lo stato generale, che interessa molto i tessuti sottocutanei dove si presenta la cellulite. Un appunto di particolare importanza è da fare relativamente alle pareti dei vasi sanguigni. È frequente che nell’alimentazione giornaliera, soprattutto invernale si hanno delle carenze di antiossidanti, in particolare i flavonoidi. La fragilità capillare, l’insufficienza venosa e/o linfatica, che tendono ad aggravarsi quando si hanno questi stati carenziali, sono alla base dell’evoluzione della cellulite, fino agli stadi più problematici.

Marco Pelosi: Biologo nutrizionista

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