Scienza & Tecnologia

Accentrare o decentrare la gestione delle nuove tecnologie informatiche ?

Quando da giovane lavoravo nel consulting della Nola Norton un collega napoletano di maggiore esperienza con tono scherzoso sentenziò che come consulenti dovevamo indirizzare i clienti con approcci centralizzati verso l’adozione di modelli decentrati (dal mainframe al client server) e quelli che demandavano scelte e potenza nelle filiali dovevano invece incamminarsi verso le economie di scale ed i vantaggi di una gestione unificata e centralizzata.
Insomma per lui il management dell’ICT doveva assomigliare ad un pendolo in costante movimento ed osservando le recenti mosse di molte aziende fatico a dargli torto. In realtà nel paesaggio dell’ICT compaiono sempre nuove componenti che ci sfidano nel cercare il modo più idoneo per gestirle. Vorrei quindi evidenziarvi alcuni passaggi + antichi ed alcune decisioni di questi anni che creano problemi ancora non chiaramente emersi.

Un tempo esistevano i mondi separati dell’informatica amministrativa e quella dell’informatica di fabbrica, nonché la fonia affidata tipicamente ai servizi generali.  Le linee di riporto, i budget erano ben distinti e le sinergie inesistenti o demandate a interazioni “leggi e copia” da parte di qualche umano
Oggi giustamente la fonia è entrata nell’ambito d’azione dell’IT manager e la manifattura 4.0 (anche per ottenere i benedetti incentivi fiscali) deve prevedere la trasmissione diretta delle info dai sistemi a bordo macchina a quelli del mondo di controllo della produzione (componenti degli ERP).
L’ IT governance e l’IT strategy hanno salutato con gioia e orgoglio tutto ciò poiché aumentava l’importanza e il budget gestito dal CIO, ma l’avvento dei social media ha elevato l’importanza della comunicazione e creato la nuova figura del direttore digital.
Chi è costui e quali componenti gestisce ?  In molte aziende la persona prescelta ha un background di marketing o umanistico affinché possa meglio valutare le reazioni della controparte: il famigerato prospect e/o cliente.
Fino a che il suo ruolo consiste nel definire o valutare testi e strategie di comunicazione tutto procede per il meglio, ma poi quando le cose sono + complesse o gli si affida un budget maggiore per le scelte di sistemi applicativi di area nonché per decidere come e dove far girare tali sistemi allora nascono i veri problemi.
Il direttore digital spesso ha limitate o nulle competenze manageriali per valutare gli aspetti tecnologici sottostanti e nel suo team i collaboratori tecnici sono bravi nerds, ma il governo dei sistemi in produzione è un’altra materia specie quando i sistemi dei due ambiti (tradizionale e digital) devono integrarsi.
Oggi capita sempre + spesso che vi siano in azienda un IT Manager (cui si limitano i budget) ed un direttore digital (con budget in crescita) che parlano poco tra loro per le umane gelosie ed il timore del primo di essere rapidamente scalzato dal proprio ruolo dal rampante neoassunto.
Mi viene da pensare che inconsciamente si siano ricreate non soltanto due parrocchie informatiche, ma addirittura due religioni diverse. Forse le guerre di religione non sono alle porte, ma di ecumenismo ne vedo poco e ciò può limitare fortemente i benefici.  I budget dell’area digital sono ad elevato rischio di sprechi e inefficienze
Quali le soluzioni ?   Un primo passo può essere una maggiore attenzione della funzione procurement sul digital rispetto all’ICT tradizionale e se le risorse interne dell’ICT affermano di non aver tempo da dedicare a supporto del procurement digital allora si può pensare a consulenze esterne.
Sul lungo periodo si deve immaginare che le prossime generazioni di IT manager sappiano riprendere le redini anche di questa necessaria componente e che il digital manager attuale rientri nell’alveo della comunicazione e marketing (digitale, cartacea e chissà quali ulteriori forme) che è e sarà sempre una rilevante categoria di utenza

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