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Trieste – Bloccato il declassamento della Questura

Tamaro (Sap) "Bene, ma ancora troppi pensionamenti in arrivo non rimpiazzati"

Trieste – No al declassamento della Questura. Le parole del governatore Fedriga hanno posto fine al battibecco con la deputata PD Debora Serracchiani che paventava il taglio del personale, ma non completamente chiuso la questione sicurezza. A sollevare il caso il segretario provinciale del Sap Lorenzo Tamaro che ha rimarcato la necessità di rivedere gli organici in ottica di un possibile multiplo pensionamento del personale oggi in servizio. “Sicuramente abbiamo un problema di pensionamenti  già da molti anni – ha rimarcato – Dal 2007 ad oggi abbiamo perso  230-250 unita’ solo nella provincia di Trieste. Siamo perciò troppo pochi, il lavoro è aumentato, l’età media è avanzata, quindi si fa fatica”.  Cosi’ il segretario provinciale del Sindacato autonomo di Polizia di Trieste, Lorenzo Tamaro, esprime, a suo giudizio, il vero problema alla base del battibecco tra la deputata PD, Debora Serracchiani, e il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, sul paventato taglio di personale alla Questura di Trieste. Il Sap provinciale, comunque, da’ ragione a Fedriga, sostenendo che il progetto di dimensionamento della Questura nel capoluogo giuliano, ipotizzato da  un’indagine dell’ex ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, sia stato congelato la settimana scorsa dall’attuale esecutivo. “Con il nuovo corso, il governo ha bloccato la chiusura degli uffici e il ‘declassamento’ della Questura di Trieste. E’ invece previsto l’aumento di organico con 12/13 unità, troppo poco”, spiega Tamaro. E aggiunge: “Ma credo che si parli di un saldo in positivo di 12 unità, altrimenti non avrebbe senso un discorso del genere. Che questo aumento però non sia una soluzione duratura lo si capisce – spiega il segretario provinciale, osservando la scuola di Polizia di Trieste – Solo nella scuola San Giovanni, andranno in pensione entro l’anno prossimo almeno 15 persone, su 75 che vi lavorano”. Un quinto del personale di polizia impiegato. Nel 2018 dalla scuola non è uscito neanche un agente nuovo – continua Tamaro- gli attuali allievi agenti che frequentano il corso saranno pronti nell’aprile dell’anno prossimo. E non è detto che qualcuno di questi 300 poi si fermi a Trieste. Negli ultimi corsi, mai nessuno si è fermato in regione”. A livello nazionale la situazione sarebbe ancora più preoccupante, secondo il sindacalista. Auspicando una serie di arruolamenti straordinari, cita le proiezioni espresse del capo della Polizia, Gabrielli, secondo le quali, con questo ritmo, tra undici anni si avrà un ammanco di circa 40 mila agenti solo nella Polizia di Stato. Che le cifre non siano ingrossate, il sindacalista lo dimostra portando a esempio la propria generazione: “Sono entrato 30 anni fa in Polizia, con un concorso del 1989. C’era Italia ’90 e siamo stati presi in 12 mila, e altri quattromila l’anno successivo. Quindi 20 mila in un biennio. Tra otto anni saremo tutti pensionabili, quindi 20 mila persone andranno in pensione in contemporanea”, conclude Tamaro.

FEDERICA BOSCO

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