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Sanità, subito un tribunale della salute

Il Presidente Massimo Tortorella "Basta caccia al medico, dobbiamo salvaguardare la categoria"

Roma – Dura presa di posizione di Consulcesi per la tutela  dei medici. Nonostante l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria abbia archiviato il caso dello spot dopo essere stato sollecitato dalla Rai che aveva sospeso in via cautelativa alla fine di dicembre la pubblicita’ di ‘Obiettivo risarcimento’ in seguito alle dure proteste degli Ordini dei medici,  il Presidente Massimo Tortorella ha rilanciato la battaglia e promosso l’idea del Tribunale della Salute «Come ho scritto sul mio profilo Linkedin, in un post con decine di migliaia di visualizzazioni, la mamma dei cretini è sempre incinta. Dobbiamo salvaguardare – afferma Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi – chi, oggi, non ha la serenità di curare secondo coscienza per paura di essere messo alla gogna. E non stupiamoci, poi, se i medici migliori se ne vanno all’estero o se i familiari dei pazienti aggrediscono gli operatori sanitari intenti a fare solo il loro dovere, sottopagati e spesso costretti a turni di lavoro massacranti, che attendono da anni i rimborsi per aver lavorato in corsia, dopo la laurea, gratuitamente. Il 97% delle cause intentate dai pazienti – aggiunge Tortorella – è senza esito, ma la reputazione dei professionisti, anche senza aver commesso danni, è rovinata a vita, perché Internet comunica, ma non cancella i fatti giudiziari infondati». Massimo Tortorella lancia quindi un appello facendosi portavoce delle numerose richieste che continuano ad arrivare quotidianamente dagli operatori sanitari tutelati da Consulcesi: «È ora di cambiare. Basta con la “caccia al medico”, collaboriamo, invece, tutti insieme a generare un sistema virtuoso attraverso la creazione di un Tribunale della Salute, luogo di confronto e non di contrapposizione per medici e pazienti. Siamo pronti ad essere promotori di questa iniziativa, contando sul supporto dei rappresentanti delle istituzioni medico-sanitarie, dei sindacati e delle associazioni a tutela dei pazienti. E anche il mondo dell’informazione non può esimersi da dare un contributo fondamentale evitando di accogliere messaggi che, anche solo indirettamente, possano minare le fondamenta del sistema salute in particolare nell’ambito del servizio pubblico». La battaglia portata avanti da Consulcesi non si ferma con la proposta di un Tribunale della Salute, ma prosegue nelle aule di tribunale. Infatti i camici bianchi hanno chiesto al network romano, che li assiste legalmente, di andare oltre e di proseguire la battaglia  contro lo spot di una societa’ privata sui risarcimenti per casi di malasanita’.

FEDERICA BOSCO

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