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Rotta balcanica: Regione Friuli Venezia Giulia e Sap chiedono rinforzi

Tamaro (Sap) "Personale e strutture idonee per l'accoglienza le priorità, in attesa di una legge per la gestione dei confini con la Slovenia"

Trieste -Una richiesta preventiva per contenere la prossima emergenza immigrazione lungo la Rotta Balcanica e una legge che regoli i rapporti con la vicina Slovenia in tema di flussi migratori. Con questo obiettivo ieri si è tenuto in Regione Friuli Venezia Giulia un incontro tra il ministro della Sicurezza Pierpaolo Roberti e i vertici del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) locale e regionale rappresentati rispettivamente da Olivo Comelli in ambito regionale e Lorenzo Tamaro con Alessandro Polese, rispettivamente segretario e vice segretario provinciale. L’annuncio del prossimo arrivo di nuove forze dell’ordine per controllare i confini con la Slovenia non consente infatti di abbassare la guardia in tema di sicurezza.

“La Regione Friuli Venezia Giulia intende rinnovare al Ministero degli Interni la richiesta di aumentare gli organici e i mezzi delle Forze dell’Ordine e, contestualmente, di incrementare la presenza sul territorio dell’Esercito, nell’ambito dell’operazione Strade sicure. In questo momento, alla luce delle attuali presenze, meno della metà rispetto al 2016 nelle principali strutture di accoglienza del Friuli Venezia Giulia (caserme Cavarzerani e Friuli) – ha detto Roberti -, non possiamo parlare di emergenza. Tuttavia il costante incremento delle persone che giungono quotidianamente in Friuli Venezia Giulia dalla Rotta Balcanica, attraversando il confine orientale induce, a tenere alta l’attenzione e ad adottare tutte le misure necessarie per scongiurare il ripresentarsi di un’emergenza”, ha sottolineato l’assessore. L’annuncio arrivato al termine dell’incontro  conferma la linea di pensiero da mesi sostenuta e condivisa dal Sap.  “I rintracci e le segnalazioni di questi tempi hanno decretato un’incontrovertibile aumento di persone che attraversano i nostri 54 km di fascia confinaria, particolarmente favorevole al transito vista la sua conformazione geografica”. Il SAP da anni chiede un deciso intervento da parte del Dipartimento per queste zone, in particolare nelle stagioni primaverili ed estive. “Appelli rimasti inascoltati per troppo tempo e addirittura ritenuti “allarmisti” da una certa parte politica e perfino da alcuni sindacati di Polizia evidentemente politicamente “schierati”, che oggi, cambiato l’esecutivo, lamentano, confermando quindi, le stesse criticità denunciate dal SAP: la mancanza di operatori delle forze dell’ordine – sottolinea Tamaro – Oggi stiamo riscontrando una maggiore attenzione da parte dell’esecutivo nell’inviare concretamente dei rinforzi, anche se per ora questi risultano ancora insufficienti. L’obiettivo è che il potenziamento diventi strutturale e perché ciò avvenga, è necessaria l’assunzione di un numero elevato di nuove e giovani forze, magari attingendo dalle graduatorie ancora aperte dell’ultimo concorso indetto per l’arruolamento di operatori di polizia”.

A dare credito alla tesi del Sap l’esperienza di Tarvisio con un rinforzo duraturo dei Reparti Mobili, del Reparti Prevenzione Crimine (R.P.C.) e dei militari che ha prodotto risultati sicuramente positivi. “E’ necessario quindi, che si ripeta la stessa esperienza con l’impiego di personale nel numero proporzionalmente adeguato per il territorio di Trieste,- puntualizza – ricorrendo poi anche alle pattuglie miste con la Polizia slovena e applicando e migliorando le modalità per la riammissione degli immigrati clandestini provenienti dalla vicina Slovenia. Serve quindi che si aumenti il numero degli operatori di Polizia e che i rinforzi, possibilmente qualificati nelle materie di competenza, permangano nel tempo. Servono inoltre dei mezzi adeguati per il trasporto delle persone e luoghi adeguati alla compilazione delle pratiche di legge, in totale sicurezza e igiene sanitaria”.

Un’altra questione dibattuta riporta alla necessità di una revisione della legge sull’immigrazione, “auspichiamo procedure più snelle, semplici e che abbiano un’immediata efficacia, permettendo un reale  e tempestivo rimpatrio e respingimento delle persone che non hanno diritto di rimanere sul nostro territorio, anche a seguito di comportamenti delittuosi” Inoltre l’esecutivo, guidato dal presidente Fedriga, si farà parte attiva nei confronti del Governo italiano affinché si arrivi ad un accordo con il Governo della Repubblica di Slovenia, appena esso sarà costituito,  per ripristinare, lungo il confine, la presenza di pattuglie miste di Polizia.

FEDERICA BOSCO

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