Primo Piano

NELLA VITA CI VUOLE UN OBIETTIVO

Una coppia che stimola la voglia di frequentare le poltrone teatrali torna al Manzoni di Milano. Corrado Tedeschi e Brigitta Boccoli sono i protagonisti di “Quel pomeriggio di un giorno da star”, la nuova commedia scritta da Gianni Clementi, nata da un’idea dello stesso Tedeschi, con la regia di Ennio Coltorti, che è pure attore di questa divertentissima commedia.
In scena fino al 20 maggio, la storia è quella di un imprenditore di intimo femminile finito in guai finanziari imputabili alla sfortuna ma anche all’incapacità di gestire il successo economico ereditato dal padre. Ambrogio Fumagalli si trova una sera sotto la pioggia nel parco Sempione a dover fare i conti con la moglie che organizza il compleanno della figlia in uno dei locali più prestigiosi di Milano e contemporaneamente con le banche che gli fanno pressioni per debiti da pagare e un’amante capricciosa a cui non riesce a negarsi. Per sua fortuna al suo fianco c’è sempre il collega fidato Arturo, che con impeccabile conoscenza storica ed economica gli porge costantemente un aiuto. Ambrogio deve recuperare 78 mila euro, per farlo decide di fare una rapina insieme ad Arturo nella filiale più strampalata che possa esserci, gestita da un direttore milanese (Claudio Moneta) apparentemente autoritario ma incapace di lasciare la moglie per l’amante (Patricia Vezzuli), una attraente e procace ragazza che lavora allo sportello della banca, innamorata di lui ma altrettanto superficiale e svampita, corteggiata altresi’ da una inconsapevole guardia albanese con accento romano (Tullio Sorrentino), impaurita e insicura, e costretta a un secondo lavoro per potere campare. La cliente più assidua è la signora Giacomazzi, conduttrice televisiva da anni assente dagli schermi, che in attesa di poter tornare alla ribalta con qualunque mezzo implora continuamente il suo agente di aiutarla persino a fare un reality, forte del suo successo del 25% di share che raggiungeva ai tempi d’oro.
L’improbabile rapina con pistole finte e maschere di Paperino si rivela uno spassosissimo quanto fallimentare tentativo, ma la Giacomazzi ha il colpo di genio: trasformare la rapina in uno show, che possa incollare milioni di telespettatori con tanto di telepromozioni che possano aiutare gli stessi rapinatori a sollevarsi economicamente. Il finale è un imprevedibile riscatto sociale dei due rapinatori, tutto da vedere e gustare. Il teatro offre ancora una volta una storia molto più realistica di quanto non si possa immaginare, dove nessuno può definirsi potente o arrivato nella vita, che può sempre presentare inaspettate novità. La vita è sempre un continuo punto di partenza dove bisogna avere la capacità di rinnovarsi, anche quando il morale è a terra e le motivazioni sembrano mancare: i mezzi illeciti non portano comunque che a un’insoddisfazione e a una tristezza di chi prova a usarli, al contrario del coraggio e della tenacia. Una delle frasi simbolo è “Nella vita ci vuole un obiettivo”: anche in un periodo come questo dove i guai finanziari sono sempre dietro l’angolo, con la voglia di vivere da ricchi pur non avendo più di 70 euro sul conto, avere un obiettivo è sempre l’unico, possibile, modo per risollevarsi e regalarsi una vita nuova, con l’orgoglio di avere ancora una dignità. Una bella storia che vi consigliamo, con attori bravissimi, simpatici e decisamente veri. Pirandello diceva “Giochiamo a fare sul serio”: a fine spettacolo Tedeschi ricorda questa frase ringraziando proprio il pubblico che ha voglia di giocare anche questa volta.

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Un commento
  • Gabriella
    9 maggio 2018 at 8:43
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    Confermo,una bellissima commedia!!

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