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Napoli – Un braccialetto per dire stop alla violenza sulle donne

Partita la sperimentazione del sistema Mobile Angel dell'associazione Woman Care Trust in collaborazione con l'arma dei carabinieri e della fondazione Vodafone

Un braccialetto per aiutare le donne vittime di stalking, di violenza fisica, psicologica e di maltrattamenti. E’ la prima risposta concreta delle forze dell’ordine per arginare una piaga sociale che da anni sta minando la società e che vede un numero crescente di  donne cadere sotto l’ira di compagni, di mariti o di amanti.  A Napoli, partirà la prima sperimentazione di un progetto che coinvolge l’arma dei carabinieri, l’associazione  Woman Care Trust, impegnata per la tutela delle vittime di violenza di genere, e la fondazione Vodafone Italia che assiste le categorie deboli e che, con la collaborazione della società Intellitronika, ha avviato la sperimentazione del sistema Mobile Angel. “Il progetto prevede la consegna alle vittime di violenza, che abbiano preventivamente prestato il proprio consenso, di uno smart watch. – spiegano all’associazione Woman Care trust – Il dispositivo è dotato di un sensore che si attiva con un movimento anomalo, non necessariamente un atto di violenza, e che attraverso un sistema di allarme invia la richiesta di intervento alla Centrale operativa del Comando provinciale dei carabinieri di Napoli la quale dispone l’immediato intervento”. Se Napoli si appresta a raccogliere i  dati e ad attenzionare  le donne coinvolte nella sperimentazione, a Milano si lavora sul piano psicologico attraverso una educazione finanziaria messa in campo dall’ordine regionale degli psicologi con il supporto di legali, commercialisti e medici per restituire alle donne vittime di violenza gli strumenti per rinascere attraverso  il progetto “Tu puoi, la psicologia per i diritti delle donne” . L’iniziativa, promossa da Woman Care Trust Onlus, è stata presentata lo scorso 27 novembre  presso la Casa della Psicologia dove, tra l’altro, lo scorso anno è stata posizionata la panchina rossa, in ricordo di tutte le vittime di femminicidio.

I dati relativi alla violenza sulle donne sono allarmanti: Il 31,5% delle donne tra i  16 e i 70 anni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).

Il 13,6% delle donne (2 milioni 800 mila) ha subìto violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner, in particolare il 5,2% (855 mila) da partner attuale e il 18,9% (2 milioni 44 mila) dall’ex partner. La maggior parte delle donne che avevano un partner violento in passato lo hanno lasciato proprio a causa delle violenza subita (68,6%). In particolare, per il 41,7% è stata la causa principale per interrompere la relazione, per il 26,8% è stato un elemento importante della decisione. Il 24,7% delle donne ha subìto almeno una violenza fisica o sessuale da parte di uomini non partner: il 13,2% da estranei e il 13% da persone conosciute. In particolare, il 6,3% da conoscenti, il 3% da amici, il 2,6% da parenti e il 2,5% da colleghi di lavoro. Le donne che subiscono minacce sono il 12,3%, l’11,5% sono spintonate o strattonate, il 7,3% sono oggetto di schiaffi, calci, pugni e morsi. Altre volte sono colpite con oggetti che possono fare male (6,1%). Meno frequenti le forme più gravi come il tentato strangolamento, l’ustione, il soffocamento e la minaccia o l’uso di armi. Tra le donne che hanno subìto violenze sessuali, le più diffuse sono le molestie fisiche, cioè l’essere toccate o abbracciate o baciate contro la propria volontà (15,6%), i rapporti indesiderati vissuti come violenze (4,7%), gli stupri (3%) e i tentati stupri (3,5%).

Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner, nel 3,6% da parenti e nel 9,4% da amici. Anche le violenze fisiche (come gli schiaffi, i calci, i pugni e i morsi) sono per la maggior parte opera dei partner o ex. Gli sconosciuti sono autori soprattutto di molestie sessuali (76,8% fra tutte le violenze commesse da sconosciuti).

FEDERICA BOSCO 

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