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Stress: il salvavita che si trasforma in killer

Conoscere lo stress per capire come "vaccinarsi"

Cosa hanno in comune fenomeni diversi come l’ipertensione e il comportamento criminale? Entrambi sono causati o aggravati dallo stress tossico, così come un’ampia serie di fenomeni ad impatto sociale elevato, come l’abbandono degli studi, l’esaurimento da lavoro, le dipendenze, gli incidenti, l’insonnia. Il mondo sta vivendo una delle epidemie più imponenti della storia, un’epidemia di stress. Secondo una ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare, il 90% degli italiani soffre di stress. Lo stress ha un impatto negativo su ogni aspetto della nostra vita e sui costi a carico della collettività. Fa molte più vittime di un’epidemia di influenza, eppure l’accettiamo come se fosse inevitabile.

Lo stress, in realtà, è un fenomeno positivo. È il meccanismo interno che permette al corpo di adattarsi alle situazioni esterne e che, di fronte a un pericolo, ci stimola a reagire per salvarci. Diventa tossico (il termine scientifico è distress) quando è troppo intenso, come per un trauma improvviso, un terremoto o un incidente, oppure quando si vive a lungo in situazioni di tensione, come un ambiente familiare violento oppure un lavoro frustrante.

Il lavoro, la famiglia, la società, le abitudini di vita sono diversi fattori che possono causare stress, ma il loro l’effetto sulla persona è identico. Lo stress tossico, di qualsiasi origine, distrugge i neuroni e danneggia il funzionamento del cervello, la centrale che regola la salute, la capacità capire, di decidere, di lavorare e di essere felici. Ci rende ansiosi e depressi; danneggia il cuore e la circolazione del sangue -17 milioni di italiani soffrono di ipertensione- e non c’è malattia che non ne sia influenzata. Riduce l’autostima; provoca insonnia, disturbi mentali e accorcia la vita; riduce il rendimento degli studenti e la produttività delle aziende. Le persone sotto stress commettono errori, diventano violente, usano alcol e droghe per calmare il disagio. Tutti questi problemi per l’individuo e, a cascata per la società, sono effetti collaterali dei danni cerebrali. La crescita dei costi della sanità e della sicurezza, la perdita di competitività, una maggiore conflittualità sono alcuni risultati di questa situazione a livello collettivo. In breve, lo stress fa danni, costa e uccide.

Un punto da chiarire è che non esistono situazioni assolute di stress, ma risposte soggettive allo stress. Nella stessa situazione persone diverse rispondono in modo diverso. Alcuni sono sopraffatti, altri si riprendono velocemente da difficoltà ed eventi traumatici -questa qualità è chiamata resilienza- e riescono a vedere opportunità dove i primi vedono solo problemi. Le neuroscienze indicano che la differenza dipende dal funzionamento del cervello -più è completo, maggiore è la resilienza- e che è possibile “vaccinarsi” contro lo stress sviluppando un funzionamento totale del cervello. 

Il riposo è l’antidoto naturale allo stress. Il sonno elimina la fatica e le tensioni quotidiane e ci prepara ad affrontare un’altra giornata; ma per riparare i danni permanenti sul sistema neuroendocrino prodotti negli anni dallo stress occorre un riposo più profondo ed efficace, come quello procurato dalla Meditazione Trascendentale. Questa tecnica semplice, naturale, laica, è usata da decenni per aumentare la resilienza e sviluppare le capacità personali mediante lo sviluppo del funzionamento totale del cervello. Hans Selye, il medico che ha definito in modo scientifico lo stress, ha concluso che i cambiamenti fisiologici che avvengono durante la Meditazione Trascendentale sono esattamente opposti a quelli prodotti dallo stress.

Sei milioni di persone nel mondo hanno imparato la Meditazione Trascendentale e i suoi benefici sono documentati da 700 studi scientifici. Oggi è utilizzata dall’Unione Europea come programma per migliorare i risultati scolastici, per ridurre il bullismo e l’abbandono degli studi e per favorire l’inclusione sociale. Grazie anche alla fondazione creata dal regista David Lynch, è parte del programma scolastico di più di 500 istituti di 60 nazioni, per un totale di un milione di studenti. 

Nel prossimo articolo vedremo come la Hogares Claret, una fondazione cattolica colombiana che si occupa di bambini abbandonati, la utilizza con successo per il loro recupero.

Queste immagini Spect (tomografia computerizzata a emissione di fotone singolo) mostrano come in un cervello danneggiato dallo stress (a destra) il sangue non fluisce in tutta la corteccia cerebrale, come avviene in un cervello sano (a sinistra). Le aree che appaiono come buchi sono poco nutrire perché non attive, pertanto le funzioni che dovrebbero essere svolte da quelle aree sono assenti.

 

ROBERTO BAITELLI

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