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La scienza svela il fattore chiave delle persone di successo

Campioni sportivi, uomini d’affari e leader di livello mondiale sono gli eroi del nostro tempo. Le loro prestazioni eccezionali nello sport, nello spettacolo, negli affari o in politica ci fanno entusiasmare, ma anche se ci piacerebbe raggiungere il loro livello di eccellenza sembra che le prestazioni eccezionali siano destinate a pochi fortunati individui, ”nati” con il genio.

Per fortuna il vento sta cambiando. In dieci anni di ricerche due studiosi hanno identificato il singolo fattore che in qualsiasi campo di attività, dallo sport al management alla musica, fa la differenza tra le prestazioni di livello mondiale e quelle ordinarie: è il grado di sviluppo del sistema mente-cervello. Trovare il modo di coltivarlo può migliorare anche il rendimento dei comuni mortali.

Mente e cervello sono il legame tra noi e il mondo. Il loro sviluppo determina il modo in cui percepiamo noi stessi e il mondo in cui viviamo, il nostro comportamento e la capacità di raggiungere gli obiettivi che ci proponiamo. Le prestazioni di qualità eccellente sono l’espressione spontanea – e sottolineiamo la parola spontanea- di mente e cervello di qualità elevata. 

L’influenza di altri fattori che sembrerebbero importanti per migliorare il rendimento, in realtà sono trascurabili. L’istruzione influisce dell’1%, l’esperienza lavorativa del 3% e l’età negli adulti non ha alcuna influenza. Per raggiungere l’eccellenza, la qualità della persona è molto più importante delle informazioni acquisite a scuola e nei corsi di formazione e di leadership, delle relazioni interpersonali che abbiamo stretto e di ciò che facciamo.

Lo psicologo Fred Travis, esperto di sviluppo del cervello e della relazione tra funzionamento cerebrale e comportamento, e Harald Harung professore di management, etica e peak performance, sono arrivati a questa conclusione dopo avere intervistato e studiato il funzionamento del cervello di musicisti professionisti svedesi e norvegesi, di campioni sportivi che per tre stagioni si erano piazzati tra i primi dieci al mondo (con medaglie d’oro nei Giochi olimpici o mondiali) e di amministratori delegati di grandi aziende. “È un dato di fatto che alcune persone si distinguono dalle altre,” dice Travis. “Avevamo ipotizzato che ci dovesse essere qualcosa di diverso nel modo in cui il loro cervello funziona, e questo è ciò che stiamo trovando.”

La ricerca ha mostrato che tutti questi top performer possiedono una maturità psicologica molto elevata – la capacità di mantenere l’attenzione, un’esperienza soggettiva di completezza e una visione ampia della vita, intuizione, resilienza, felicità e benessere interiore – che li aiuta a scegliere le strategie migliori per vincere una gara di sci, per eseguire perfettamente un notturno di Chopin oppure per trovare soluzioni creative per crescere nel difficile mondo degli affari. Inoltre possiedono un cervello ben integrato che funziona in modo ordinato, tranquillo ma attento e molto più efficiente della media.

Un’analogia aiuta a capire perché il sistema mente-cervello è così importante. Qualsiasi azienda è costituita da reparti che hanno compiti specifici. Il suo successo dipende da quanto ogni reparto opera al meglio e da quanto la sua attività è coordinata con quella degli altri reparti. Se questa coordinazione manca, si creano squilibri nell’andamento aziendale che possono portare al fallimento. Lo stesso vale per il cervello. È un’organizzazione estremamente complessa in cui ogni parte ha funzioni specifiche e deve coordinare perfettamente la sua attività con quella delle altre parti per portare avanti gli innumerevoli processi che ci permettono di esistere, di pensare, di agire, di essere sani, di sentirci realizzati e di crescere.

È provato che maggiore è l’integrazione cerebrale, maggiori sono, ad esempio, la maturità morale, il senso di autorealizzazione, la creatività e l’intelligenza; la mente è più chiara, sveglia e tranquilla. Se l’integrazione non si sviluppa o viene danneggiata dallo stress eccessivo, ci ammaliamo, siamo insoddisfatti, soggetti a disturbi emotivi e comportamentali, perdiamo la fiducia in noi stessi e la nostra efficienza diminuisce. 

Il problema è che oggi lo sviluppo mente-cervello si blocca presto, perché la scuola non fornisce agli adolescenti le esperienze necessarie che ne favoriscono la crescita. A fine studi un laureato usa solo il 5 o 10 percento del suo potenziale mentale. Anche la formazione teorica e pratica per migliorare le performance, che in genere si focalizza sul corpo, i sensi, gli aspetti più superficiali della mente e l’apprendimento di schemi di comportamento, non aiuta molto.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualsiasi attività o esperienza modifica in qualche misura il funzionamento cerebrale, ma Travis a Harung hanno trovato che l’esperienza del trascendere è la più adatta a sviluppare la massima integrazione mente-cervello. Trascendere è l’esperienza in cui la mente va oltre il livello normale della consapevolezza in cui dominano pensieri, emozioni e sensazioni, e raggiunge la condizione in cui la mente è completamente consapevole, ma priva di qualsiasi pensiero, la pura consapevolezza o trascendenza. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che avvenga spontaneamente – come accade ai top performer, che spesso riportano momenti in cui questa esperienza si manifesta all’improvviso durante la giornata- oppure attraverso pratiche di meditazione come la Meditazione Trascendentale, l’esperienza del trascendere nutre l’area frontale del cervello – il nostro centro direzionale che pensa, valuta, decide e ci fa agire- e integra le  diverse aree cerebrali, trasformando la nostra personalità. Raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti diventa più facile e soddisfacente. Sia che vogliamo vincere un oro olimpico o godere al massimo ogni momento della nostra vita in famiglia e sul lavoro liberi dalla pressione dello stress, concedersi due pause di trascendenza al giorno è la scelta giusta.

 

ROBERTO BAITELLI

www.fondazionemaharishi.org

 

 

 

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