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Immigrazione – Rotta bancanica: 5300 profughi bloccati al confine con la Croazia

Sap "mancano ambienti adatti, autovetture e controlli sanitari".

Trieste – Sono ancora 5300, dei 23000 giunti dall’inizio dell’anno,  i profughi bloccati a ridosso del confine con la Croazia in attesa di proseguire il viaggio verso l’Europa più ricca. Neppure le condizioni climatiche proibitive sembrano cambiare le prospettive, se non rallentare i flussi. A denunciare la situazione di costante allerta è il Sindacato autonomo di polizia (Sap) con il segretario provinciale Lorenzo Tamaro. 

“Nonostante condizioni climatiche proibitive di un inverno molto rigido, proseguono gli ingressi – esordisce Tamaro – C’è da aspettarsi quindi che gli immigrati continuino ad arrivare, come accade anche in questi giorni, seppur in numero sicuramente inferiore rispetto a qualche mese fa. Ce lo aspettavamo – rimarca –  la “coperta” della sicurezza è corta, sapevamo che  si sarebbe provveduto gradualmente a ridurre, fino a terminare, l’aggregazione di personale del Reparto Mobile e del Reparto Prevenzione Crimine di Padova, che in questi mesi hanno dato il loro prezioso apporto alla nostra Polizia di Frontiera e che hanno contribuito a garantire gli arresti di numerosi “passeur”, trafficanti di uomini. L’emergenza però non è terminata e dunque il problema di avere un organico insufficiente rispetto a quello previsto per la polizia di Frontiera, ritorna di attualità con tutte le conseguenze,  a cominciare dalla carenza di autovetture.   Comprendiamo le difficoltà generate da anni di scellerate politiche fatte di tagli, decisi a tavolino in un settore come quello della Sicurezza dove è evidente non è possibile tagliare senza dover ridurre l’apparato in queste condizioni, ma auspichiamo che si metta in atto quel rinforzo permanente e strutturale per la bella stagione, annunciato dal Governo sia nazionale che regionale, quando gli arrivi ritorneranno ad essere massicci. E’ evidente che le forze in campo attuali sono insufficienti a fronteggiare una simile situazione”. Un secondo tema su cui il Sap continua a fare battaglia è la mancanza di strutture adeguate all’accoglienza dei profughi, come spiega lo stesso Tamaro “Per troppo tempo si sono utilizzati ambienti, come quelli di Fernetti, del tutto insufficienti ad accogliere gruppi così numerosi di persone come quelli che quasi quotidianamente arrivano sul nostro territorio. Sono locali del tutto inadatti sia per gli operatori di polizia che non riescono a lavorare in sicurezza, sia per gli immigrati che non riescono a permanere in un luogo idoneo durante le ore necessarie per gli atti di polizia. Inoltre riteniamo che sia altrettanto necessario che sia messo a disposizione, ogni qual volta che si rintraccino persone come queste, che hanno affrontato un viaggio così lungo e pieno di insidie, personale medico competente al fine di poter verificare che non vi siano particolari patologie che possano mettere a rischio la salute degli operatori di polizia e delle persone che entrano in contatto con loro”. Richieste queste che in passato il SAP aveva più volte avanzato all’Amministrazione, senza però trovare una concreta risposta. “Ci appelliamo all’Assessore alle autonomie locali, sicurezza, immigrazione, politiche comunitarie e corregionali all’estero Pierpaolo Roberti, che si è sempre dimostrato sensibile alle problematiche delle forze di polizia, affinché si attivi su questi due importanti aspetti mai risolti”.

FEDERICA BOSCO

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