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Crollo ponte, le testimonianze dei sopravvissuti: Capello ex portiere Cagliari “caduto per 30 metri, nessun graffio”.

Per Stefano Maullu europarlamentare di Forza Italia "Sulle infrastrutture in gioco il futuro del Paese"

Davide Capello ex portiere del Cagliari sopravvissuto al crollo del ponte Morandi

E’ di 35 vittime, 30 feriti e decine di dispersi  per il momento il bilancio del crollo del ponte Morandi sulla A 10 che attraversa la città di Genova e collega Ponente e Levante. Un bilancio destinato a salire purtroppo, mentre si susseguono le testimonianze di chi ha visto e di chi è sopravvissuto per miracolo. E’ il caso di Davide Capello 33 anni ex portiere del Cagliari oggi in forza al Legino, società dilettantistica in provincia di Savona che ai microfoni di Skytg24 ha raccontato il suo volo con l’auto nel crollo del ponte. “Stavo andando a Genova – ha raccontato il giovane – prima ho avvertito un boato, poi il crollo che mi ha inghiottito. Sono caduto per 30 metri e sono rimasto incastrato tra le lamiere, ma non ho subito un graffio” Subito soccorso dai vigili del fuoco, non ha mai perso la lucidità, nonostante lo choc, tanto da contattare il padre mentre era ancora nell’auto dopo la caduta del ponte ed  è uscito con le sue gambe dall’abitacolo. Tra gli sportivi un altro miracolato è sicuramente Domenico Criscito che con la famiglia ha percorso il  ponte 10 minuti prima del crollo, come ha raccontato lo stesso giocatore del Genoa su Instagram a cui ha affidato anche il suo stato d’animo: paura mista a rabbia per una situazione incomprensibile, mentre ha voluto  lanciare un appello affinché venga fatto qualcosa per la sicurezza dei cittadini. Un pensiero condiviso da politici e istituzioni e che rimbalza dai canali televisivi ai social network con un unico obiettivo,individuare i responsabili ed evitare altri crolli in futuro.

“Oggi è il giorno delle preghiere, del cordoglio, della vicinanza alle famiglie delle vittime e del ringraziamento alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco e alle Forze dell’Ordine impegnate in uno scenario apocalittico. – commenta Stefano Maullu europarlamentare di Forza Italia – Da domani, però, non c’è più tempo per rimandare ciò di cui l’Italia ha bisogno. Genova ci dice che sulle infrastrutture è in gioco il futuro del Paese, perché la settima potenza industriale al mondo non può subire certi colpi al cuore. Mentre qualcuno parlando di Infrastrutture sa solo dire no, l’Italia deve fare un salto di qualità e deve farlo in tempi brevi: le grandi opere come TAV e Terzo Valico sono oggi più che mai necessarie, per rinnovare, potenziare e innovare un sistema infrastrutturale e di trasporti che cade letteralmente a pezzi. Il Nord Ovest d’Italia è una delle regioni più importanti d’Europa che deve essere supportata da un impianto infrastrutturale capace di accompagnarne tutte le potenzialità. In questo senso è fondamentale da una parte mettere in sicurezza le attuali strutture ma è altrettanto importante accelerare senza indugi sulle grandi opere, che permetterebbero di razionalizzare tu”tto il sistema infrastrutturale rendendolo più sicuro ed efficiente. O si inizia a limitare il traffico su gomma portandolo su rotaia e altri canali oppure il rischio di tragedie come quella di Genova non si abbasserà, perché troppi tratti stradali e autostradali italiane sono sottoposti a una pressione di traffico fuori portata”.
FEDERICA BOSCO
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