Primo Piano

Cresce la rotta Balcanica, la Polizia rinforza i controlli via mare e terra… ma chiude la squadra nautica di Duino Aurisina

Tamaro (Sap) "Un paradosso della politica del passato"

Mentre cresce il flusso di immigrati lungo la rotta Balcanica, tanto da determinare un intervento del governo Salvini, in conseguenza probabilmente della  stretta alle Ong nel Mediterraneo e i controlli della Guardia costiera libica, è stata decisa la chiusura della squadra Nautica di Duino Aurisina. “Un paradosso che non può non lasciare indignati – esordisce Lorenzo Tamaro segretario provinciale del Sap di Trieste – Le cifre degli immigrati che utilizzano la rotta Balcanica per entrare nel nostro Paese non sono ancora paragonabili a quelle dell’estate 2015, ma è necessario mantenere alta l’attenzione – spiega – ora si tratta di un campanello d’allarme, ma dovessero chiudere la via del mare, potrebbe riaprirsi quella terrestre ed i numeri da giugno ad agosto non lasciano dubbi in tal senso, sono infatti cresciuti del 50% i rintracci irregolari”. Un monito che ha spinto Matteo Salvini ad inviare al suo governatore   Massimiliano Fedriga una cinquantina di uomini alla polizia di frontiera,  eppure, poco distante, con la chiusura della squadra Nautica di Duino Aurisina, è andato in scena l’ultimo paradosso delle politiche degli anni passati.  “Nel  momento in cui la Polizia dichiara di rinforzare i controlli via mare e terra –  aggiunge Tamaro – si sono concretizzati gli effetti di scelte scellerate dei governi del passato e che oggi produce i suoi danni – rimarca – Una chiusura e un “ridimensionamento”, quello delle squadre nautiche, decise su scala nazionale negli anni scorsi e fortemente osteggiato dal SAP in considerazione anche del fatto che gli interventi da parte di questa specialità  non sono mai mancati, rappresentando in alcune zone del territorio nazionale l’unica presenza dei tutori dell’ordine”. Un modo, quello della chiusura della Squadra Nautica di Duino Aurisna, per consentire di recuperare un “pugno” di uomini al fine di dare un po’ di sollievo, davvero minimo ed impercettibile ai commissariati, in continuo ed ormai cronico affanno. “La situazione è tale che molto spesso è difficile perfino garantire il controllo del territorio con la “volante” del Commissariato – aggiunge il segretario provinciale – Infatti sempre più spesso ciò avviene solo grazie alla disponibilità da parte degli operatori di polizia ad effettuare il lavoro “straordinario”, peraltro retribuito in maniera ignobile. Sembra paradossale quindi leggere sui giornali che sono stati potenziati i controlli a mare, vedere le immagini delle bellissime, scenografiche e sicuramente ad effetto evoluzioni  delle moto d’acqua della Polizia di Stato, mentre proprio in questi giorni si è messo in scena l’atto della concreta chiusura di quello che soprattutto in estate era un vero e proprio punto di riferimento dei numerosi utenti che affollano le spiagge e il mare di quella parte così importante della nostra provincia. Come poi non ricordare anche le funzioni di Polizia di Frontiera che la  Squadra Nautica di Duino Aurisina svolgeva: stessa sorte, accaduta a quella di Muggia molti anni fa. Continuano ancora quindi gli effetti di una politica dei tagli e delle “razionalizzazioni” che costituiscono di fatto un arretramento della sicurezza sul territorio – conclude Tamaro – che si tenta di arginare con degli annunci ad effetto e magari giustificandolo asserendo che erano “inutili sovrapposizioni”.

FEDERICA BOSCO
Categorie
Primo Piano

Lascia una risposta

*

*