Editoriale

DITTATURA DEL PENSIERO OTTUSO

Un dilemma aleggia sovrano. Meglio un “reddito di cittadinanza” o meglio un “reddito di culturanza”? Guardandoci intorno, accadono fatti strani. La mediocrità e la superficialità aumentano in modo esponenziale. Ne avvertiamo gli effetti sin dai micro eventi quotidiani. Per esempio, quando scriviamo un messaggio a qualcuno, col cellulare, è frequente il caso in cui si venga in parte fraintesi o addirittura che venga stravolto il senso di quel che si voleva comunicare.
Sarà una questione di non saper più scrivere? Questo è in parte vero; ma anche le proposizioni concettualmente elementari non vengono spesso comprese. La lettura è “Fast and furious”. La velocità frenetica con cui viviamo ci induce ad essere anche molto superficiali. Così la forma mentis si abitua e si fossilizza nella più triste dimensione sociale.
La superficialità è la condizione imperante della nostra epoca. Altro esempio in apparenza banale: nella città di Milano all’uscita dei tornelli della metropolitana, occorre obliterare il biglietto, altrimenti non si passa. Però, (scelta intelligente) per alcune uscite di fermate metrò a flusso elevato, è stata soppressa questa incombenza, affinché il flusso di gente possa evitare intoppi difficoltosi, con spreco di tempo per i passeggeri in transito. Quindi la giusta logistica decide di agevolare il transito rapido. Sono stati posti visibilissimi cartelli scritti con caratteri cubitali, in modo che i passeggeri, avvertiti, non sostino davanti ai tornelli, formando lunghe code “alla ricerca del biglietto perduto”.
È possibile che solamente pochi cittadini abbiano visto i suddetti avvisi, posizionati ovunque? Sì, è possibile! Tanti continuano a bloccare il transito. Hanno fretta, tanta fretta da non accorgersi che se fossero un po’ più attenti farebbero davvero più in fretta a raggiungere il luogo là dove sono diretti. Se per caso lo fai notare… apriti cielo! Ti rispondono in malo modo che hanno fretta e che non hanno tempo di leggere gli avvisi scritti. Danneggiano così anche coloro che tentano di comportarsi nel rispetto di avvisi e regole, facendo sprecare più tempo a tutti, soltanto a causa di un cervello che funziona con le abitudini acquisite, consolidate e limitanti. Nella maggioranza popolare, si è funzionali solamente al bisogno di auto-condizionarsi con l’uso del cellulare, tutto il resto è optional: l’attenzione, la responsabilità, il buon senso, la logica, il raziocinio.
Questo caso descritto, sicuramente (o forse) è alquanto insignificante o trascurabile, ma riflettiamo bene. Sono segnali che denotano leggerezze abituali, che indicano comunque un modus vivendi, con un contagio osservabile notevolmente su altri vari fronti.
Mentre le menti umane si offuscano di idiozie, con tanta superficialità intellettiva, aumenta anche l’ignoranza e la contagiosa mediocrità. Lo discerniamo nella classe politica dominante, nel mondo.
Il celeberrimo Popper scrisse che “tutta la vita è risolvere problemi”. Sì è vero, fino a poco tempo fa. Adesso invece la vita è soprattutto “solo creare problemi”. Problemi su problemi, anche a danno di chi è consapevole che occorrerebbe un minimo di buon senso per vivere meglio. Non ci accorgiamo neppure che sul nostro territorio nazionale siamo tanto ricchi di Arte e Beni Culturali che potremmo vivere tutti di rendita. Logica e Cultura scomparsi. Servirebbe un complessivo reddito di “culturanza” piuttosto che di “cittadinanza”.

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