Editoriale

Cattolicesimo in declino

Recenti studi sulle religioni ci documentano che l’islam è l’unica religione che cresce più velocemente di quanto faccia la popolazione mondiale (ricerca del Pew Research Center). I musulmani saranno 2,76 miliardi di fedeli e i cristiani 2,92 miliardi entro il 2050, anche a causa del più alto tasso di fertilità nella popolazione musulmana. Ma la fertilità è l’unica causale? Analizzando con oggettiva criticità, esistono anche motivazioni che prescindano da fattori genetici? Certamente sì, le scienze sociali lo dimostrano.
Asteniamoci da giudizi relativi al valore dell’una o dell’altra religione e ragioniamo senza pregiudizi, come osservatori non coinvolti emotivamente dal proprio credo.
Il cristianesimo nasce in virtù di una forte fede, là dove chiunque dei credenti affrontava l’arena coi leoni senza indugiare, per non tradire Cristo.
Convinti della loro missione si identificavano in un gruppo coeso, rendendosi psicologicamente forti e resistenti dinanzi a qualsiasi corruzione, morale e materiale. Ogni volta che si riunivano, nel periodo delle persecuzioni, rischiavano la vita.
Qui facciamo una sosta riflessiva. Oggi, entrando in qualsiasi chiesa cattolica italiana durante la celebrazione della messa, vediamo delle persone che seguono la funzione, ma essi rappresentano un “aggregato” inteso come un insieme di individui che si ritrovano a seguire un rito, ma non esprimono un concetto di “gruppo”. Qual è la differenza tra gruppo e aggregato? Un insieme di soggetti aggregati non si fondono in un comune senso di “identità unitaria”, perché ognuno vive, in se e per se, la propria convinzione di fede. Gli “altri” sono altre entità individuali con cui NON si crea il concetto psicologico del NOI. Invece il “gruppo” crea una forte valenza di appartenenza in una identità in cui ci si fonde, così l’individualità si plasma con quella altrui. Quindi l’”aggregarsi” rappresenta solo una sommatoria di “io + io + io…”, tanti “io” associati, che non costituiscono il NOI.
La forza solidale dei cristiani, passando in periodi storici successivi, li convinse anche di mettere in gioco la vita affrontando guerre (giuste o ingiuste che siano) durante le Crociate, nel periodo medievale. Nonostante la dottrina di Cristo non prevedesse aggressività omicida!
Ora non occorre dire quello che accade oggi sotto i nostri occhi, da parte dei musulmani. Ognuno tragga le personali conclusioni circa quel comportamento che giunge al fanatismo distruttivo, intorno a noi. Qui, interessa invece aggiungere un fenomeno sociale, infelice, che caratterizza la nostra civiltà cattolica.
Potrebbe soccombere il cristianesimo? Esiste un fenomeno collettivo scientificamente riconosciuto: nell’avvicinamento di due culture differenti, avviene l’effetto del cosiddetto sincretismo culturale (vedi “Resistenza culturale e integrazione”).
Consideriamo le due culture: islamica e cristiana. La prima è forte, convinta nella propria missione di fede, anche aggressiva. La seconda è ormai fragile, debole, dal rituale abitudinario e non più spiritualmente valente, quindi incapace di opporre “resistenza culturale”. Deduciamone le conseguenze.
Allora si estingueranno i cristiani? Sicuramente no, solo se torneranno a credere come coloro che hanno affrontato l’arena coi leoni (e fortuna vuole che quei leoni non ci sono più). E seppur soccombente… che non soccomba! Si è sottolineato, sopra, che questa analisi non vuole essere “di parte” in termini religiosi, ma è solo una analisi sociale per rispondere a chi si meraviglia se l’islam avanza.

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3 Commenti su questo post
  • Matteo
    4 aprile 2018 at 19:04
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    “Asteniamoci da giudizi relativi al valore dell’una o dell’altra religione e ragioniamo senza pregiudizi,come osservatori non coinvolti emotivamente dal proprio credo.”
    Su questa premessa di metodo avrei qualcosa da obiettare.Nessuno di noi può vantare una neutralità che nei fatti non esiste e poter prescindere dal proprio credo.Meglio riconoscere che abbiamo sempre a che fare con fatti “interpretati” è mai nudi e crudi.

  • Redazione
    5 aprile 2018 at 10:25
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    La suddetta premessa è di metodo scientifico, che NEI FATTI ESISTE. Senza questo metodo non esisterebbe la Scienza, Chiunque dovrebbe sempre considerare intelligentemente questo metodo, per essere neutrali. I fatti sono sempre fatti in se e per se nudi e crudi, poi si interpretano in modo condizionato, a meno che si sappia usare il metodo scientifico. Mentre le religioni sono sempre vissute in modo ascientifico e quindi tutte opinabili.

  • Matteo
    11 aprile 2018 at 17:50
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    Se il metodo scientifico fosse nei fatti,questi dovrebbero condurre tutti noi alle medesime conclusioni, mentre sappiamo che non è così.Questo vuol dire che anche gli assiomi scientifici sono opinabili e la storia della scienza lo prova abbondantemente.So che si può dire lo stesso delle religioni,ma va riconosciuto alla religione biblica uno statuto diverso.

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