Editoriale

CARA IRENE RIFLETTICI

Nel panorama delle uscite cinematografiche è in programmazione un gradevolissimo film: “Arrivano i prof” diretto da Silvestrini, con un simpatico cast includente Claudio Bisio.
Tratta un tema molto delicato, relativo alle attuali problematiche della scuola italiana. Riguarda la preparazione degli insegnanti e la diligenza degli studenti. Quest’opera artistica è finalizzata a un valido messaggio sociale, moralmente educativo e molto ben argomentato. La narrazione filmica risulta anche di ottima regia e di amabile e qualificata recitazione.
Però, a prescindere da qualsiasi contenuto artistico, coloro che seguono le varie promozioni delle uscite cinematografiche, si saranno imbattuti in una intervista video che potrebbe indurre a una riflessione rigorosa. Rende perplessi il contenuto di ciò che ha voluto esprimere l’attrice intervistata, nel criticare il sistema scolastico italiano. Forse è da schierarsi in difesa giustificativa, considerando l’emozione in cui si incorre in una qualsiasi intervista, soprattutto quando si è artisti emotivi e sensibili.
Il soggetto evidenziato è la efficiente e virtuosa attrice Irene Vetere, nelle vesti di Camilla, una studentessa coscienziosa e devota al dovere dello studio.
La Vetere è una giovanissima in ascesa, diciannovenne ma già con un innato e solido carisma, palesemente ineccepibile, che potrà segnare la storia del cinema.
Ma lo studio della Storia, nei programmi scolastici, è proprio quel che Irene lamenta. Nella videointervista, per dirla in sintesi, sostiene che sia da eliminare la ripetitività di argomenti che si affrontano nei vari gradi di classi frequentate. In pratica Irene ritiene improponibile, per esempio, che si studi la storia romana nelle classi elementari per poi ristudiarla nelle classi medie inferiori e poi superiori.
Allora, si potrebbe supporre che: il ciclo di studi debba contenere un programma che segua cronologicamente le fasi storiche in parallelo con la crescita dell’alunno? Ovviamente no! Nelle varie età si legge e si apprende in modo differente, con idoneità altrettanto differente nella capacità analitica degli stessi eventi storici.
Questi giovani studenti odierni, quando occorre, con competenti ragioni, dovrebbero essere magari più critici ma con più perspicacia, in una visione maggiormente elevata e ampliata, nel degno rispetto della Cultura, che per varie cause è impietosamente declinata.
Da non sottovalutare che: quando si detiene un potere di “opinion leader” (come lo sono i divi) è temibile discorrere senza riflessioni scrupolose.

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