Economia & Lavoro

“Investo o non investo?”, questo è il dilemma.

Oggi il mondo delle Criptovalute è di nuovo in subbuglio a fronte di un calo della valutazione della regina delle criptovalute il bitcoins; oggi vale 5.580 Euro dopo che per per alcuni mesi si era attestato in modo abbastanza stabile intorno al 6.400/6.500 Euro. In realtà a fine settembre inizio ottobre il bitcoins ha avuto un balzo a circa 8.500 Euro. La crescita è stata una fiammata di circa una settimana e la più probabile ragione dell’incremento potrebbe essere legata all’annuncio fatto dalla Banca Centrale Cinese di una svalutazione del 40% del valore del Renminbi. Si ritiene che grandi investitori abbiano fatto, spostando in Bitcoin le proprie riserve in Renminbi, un’operazione di protezione della loro liquidità   ritornando dopo alcuni giorni in Renminbi e provocando la ridiscesa della valutazione di bitcoins a 6.500 Euro.

Questo episodio ci dà lo spunto per poter definire lo scenario del mondo BItcoin, al momento l’80% dei miners o dei pool  di miners (gruppi di miners che operano in cooperazione)   si trovano in cina mentre il rimanente 20%  è distribuito nel resto del mondo.  Oltre ai miners, che fisicamente generano  e creano i blocchi per l’utilizzo dei bitcoins ricevendo in “pagamento” (rendita di signoraggio) una ricompensa di 12,5 Bitcoins, esistono dei “nodi”  appartenenti alla rete (oggi 10287 sparsi nel mondo, se volete verificare direttamente quanti siano collegatevi a https://bitnodes.earn.com/).
Ritornando alla situazione di bitcoins il calo consistente degli ultimi giorno è legato ad uno specifico fatto che si è verificato nella rete. L’evento è definito nella comunità Bitcoin come un “hard fork” ovvero la scelta di un gruppo di “miners” di adottare regole differenti rispetto alla generalità della rete, in questo caso partendo da bitcoins cash si è di fatto creato una nuova valuta che vivrà di vita propria. Il successo dell’iniziativa verrà determinata unicamente dal mercato e dal grado di accettazione delle nuove regole da parte della rete.
Dopo questa iniziale overview facciamo qualche considerazione su quali atteggiamenti tenere nel confronto delle criptovalute. iniziamo col dire che, a mio giudizio, la valuta sicura é bitcoins per come è stata impostata la tecnologia alla base e che di fatto lo rende equivalente all’oro, a questo proposito riporto di seguito quanto è generalmente condiviso da molti addetti ai lavori e che io condivido in pieno: “Bitcoin is digital gold this is the brilliant groundbreaking achievement by Satoshi Nakamoto”. Le altre valute basate su tecnologie differenti da Bitcoin potrebbero avere delle vulnerabilità anche se ormai in fase di superamento. Il fatto che ormai le criptovalute siano da considerarsi un elemento consolidato dello scenario finanziario e monetario a livello mondiale è dato oltre che dalla miriade di iniziative fatte anche da attori rilevanti in termini di dimensioni e di credibilità dal fatto che importanti istituzioni finanziarie stiano cominciando ad inserire nei loro portafogli prodotti derivati con sottostante il bitcoins ed altre criptovalute e che importanti mercati finanziari abbiano deciso di operare trattando ETP. A questo proposito l’annuncio del 17 ottobre di in cui  il primo Exchange Traded Product (ETP) partirà la prossima settimana sulla borsa più grande d’Europa, la SIX Swiss Exchange. La startup Amung AG ha ricevuto il via libera per quotare un fondo creato in questo modo: circa meno della metà delle attività dell’ETP sarà investita in Bitcoin ed il resto verrà diviso tra Ripple (XRP 25,4%), Ethereum (ETH 16,7%), Bitcoin Cash (5,2%) e Litecoin (LTC 3%).
Per chiudere voglio mettere in evidenza due concetti a mio giudizio fondamentali soprattutto per chi avesse in mente di investire in criptovalute. Il primo è che il bitcoins non è una moneta è  come se fosse oro e nessuno pagherà mai nulla con un pezzettino di pepita per cui va considerata una commodity (con evoluzione analoga alle altre commodities). Questo significa che seguire alti e bassi in logica speculativa di breve o brevissimo termine come se fosse una valuta qualsiasi è un buon viatico per farsi male.  Il secondo punto, che riguarda tutte le criptovalute, è che in realtà l’ecosistema o mercato che dir si voglia è composto da molteplici attori che non hanno ancora trovato un insieme di regole condivise e certe. In particolare Governi, Istituzioni Finanziarie tradizionali ed Organizzazioni Sovranazionali coinvolte nella governance del mondo finanziario stanno ancora trattando con sospetto il mondo criptovalute e si interrogano pesantemente sul loro ruolo futuro in un eventuale mondo in cui non dovessero esistere più enti centrali di controllo della moneta.
La sintesi di tutto è che lo scenario potrebbe cambiare in modo consistente nei prossimi anni e non necessariamente in modo più liberale (restrizioni e limiti sono dietro l’angolo), questo dovrebbe costringere chi volesse investire in criptovalute a fare una profonda riflessione.  A fronte di possibili cambi negativi nelle regole e la volatilità il suggerimento è prudenza. In ogni caso se si decidesse di investire fatelo mettendo sul tavolo solo l’importo che potrete perdere senza subire un impatto finanziario. Potrebbe essere un gioco impegnativo, fate attenzione, il futuro arriverà ma non sempre è come lo si immagina.

 

Ing. Massimo Introzzi
Senior Partner 3I Partners
e Prof. a Contratto Università degli Studi di Milano Bicocca

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